Sistema Spartano

michigan-msu-basketball

150330_izzo-valentineI ragazzi di Tom Izzo ci danno come gli ossessi, mollando solo proprio nelle ultimissime battute. Alla fine ne rimediano una ventina, ma a cinque minuti dalla fine erano ancora a contatto contro la Nazionale Italiana.
Al di là del risultato, però l’aspetto più interessante è la dimostrazione pratica di cosa significa avere un sistema ed impegnarsi per applicarlo. Cosa intendo per sistema? Un insieme di principi, di regole che guida i giocatori in ogni fase del gioco, in questo caso puntato sulla loro formazione a lungo termine rispetto alla sua utilità immediata. Parlo delle sensazione di essere di fronte a una scuola di pallacanestro, nella quale il programma è molto chiaro, i più esperti lo trasmettono ai più giovani e tutti sembrano sapere con chiarezza cosa stanno facendo.
Al di là dell’intensità, dello spirito e dell’atteggiamento, che sono oggettivamente uno spettacolo di per sé, concentriamo l’attenzione su due aspetti, uno difensivo e uno offensivo.
Avete notato come difendono il pick and roll? Una volta quella tecnica la chiamavamo cucù, già proprio così, ora i più giovani ci prendono in giro, ora si dice show, ma è la stessa cosa. Ed il movimento del difensore del bloccante continua nonostante tutto a somigliare a quello dell’uccellino che esce dal suo nido all’interno dell’orologio per segnare l’ora, salvo poi ritrarsi immediatamente. Con l’obiettivo di rallentare il giocatore con la palla, e dare il tempo al compagno di recuperare la sua posizione difensiva. Ve lo faccio vedere meglio qui sotto con un disegno

cucu

Beh ma la domanda è, ha funzionato? No, anzi, forse è stato uno dei motivi per cui la nostra Nazionale ha preso il largo. Fossi stato sulla panchina al posto di Izzo, probabilmente avrei cercato una soluzione diversa: mai sono fioccati tanti assist ai nostri lunghi che rollavano in area, la collaborazione era troppo scolastica e leggibile dai marpioni in maglia azzurra, e una volta imparato il sistema anche i tiratori (Belinelli 25) ci sono andati a nozze. Perché insistere dunque? Per un motivo che in molti faticano a capire: l’insegnamento prima delle scorciatoie. Così i giovani spartani non hanno smesso di eseguire solo perchè non funzionava, hanno continuato a cercare di eseguire meglio. Ed in effetti lo anno fatto, riprendendosi di fatto l’inerzia della gara fin quasi alla fine.
Se poi andiamo nell’altra metà campo, tutti avrete notato l’alto numero di palle perse degli universitari. Alcune di queste anche molto banali, frutto di ingenuità ed inesperienza. Ma allora perché continuare a cercare di alzare la palla in area per una schiacciata? Perché è un pezzo del sistema, un’idea che lo staff ritiene efficace, da sviluppare e attuare. Valentine e soci allora non smettono di provarci: la regola è che al lungo in area la palla non si dà battuta ma alta, dove la vede arrivare, la può prendere più facilmente piuttosto che piegarsi per raccoglierla dal parquet, e ruba il tempo ai possibili aiuti. Perdiamo la palla qualche volta? Proprio attraverso gli errori, le letture diventano più fini, il tempo e le traiettorie più precisi e quando sarà il momento avremo una marcia in più come squadra e un bagaglio tecnico più ampio come giocatori.
Anziché mettere una pezza, continuiamo a lavorare sul sistema. Un bell’esempio MSU.