Scivolone con l’Ucraina: vediamo perché

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Mai dare troppa importanza alle partite amichevoli: ci viene in mente l’Olimpia di coach Peterson che partiva per ultima e non vinceva con nessuno, prima che si facesse sul serio. E allora cambiava tutto, approccio, concentrazione, rotazioni. Quella però era una squadra di veterani, con leadership chiare e indiscusse, mentre nell’Italia di oggi chi sia il capo ancora non è chiaro e quando c’è da cacciare due urli e richiamare tutti ad una maggiore attenzione non si capisce chi debba essere a prendersi l’incarico. Perché, intendiamoci, il problema sta tutto lì, e a dire la verità l’avevamo anticipato qualche giorno fa: non accontentarsi, diventare leziosi e perimetrali, non astenersi dalla legna dentro l’area.

Perché è così che si vince, con i rimbalzi e la battaglia su ogni pallone. Se invece il piccolo Randle lascia sempre sul posto il proprio avversario e scorrazza a piacimento nella nostra area, se il voluminoso Fesenko è immarcabile nel pitturato allora i conti non tornano. Perché devono arrivare gli aiuti, peraltro teneri e tardivi, soprattutto in post basso e nelle situazioni di pick and roll, e si liberano praterie per i tiratori (chiedere a Mishula per informazioni).

Insomma difendere sulla palla e proteggere la propria area si rivelano anche oggi, nella pallacanestro 2.0 fatta di lunghi tiratori e di piccoli iperpalleggianti, due aspetti determinanti per vincere. E questa partita conferma che se lasci canestri facili ai tuoi avversari, anche con un grande margine da recuperare, spedisci un messaggio molto pericoloso sul piano psicologico. Della serie, una strada forse c’è, alla fine non sono così tosti come sembra. Non c’è nulla di più pericoloso che ridare speranza a chi l’aveva persa, farsi togliere l’inerzia di mano è un attimo, e quando cambia il vento ritrovare la rotta è tutt’altro che facile.

L’analisi, molto lucida di coach Pianigiani: “Rispetto a ieri abbiamo fatto un primo tempo consistente soprattutto in difesa, anche se siamo stati superficiali nelle conclusioni e questo ci ha impedito di ottenere un vantaggio maggiore. Il segnale forte è stata la mancanza di presenza mentale nel secondo tempo, quando abbiamo anche perso ritmo in attacco. Se non decidiamo noi il ritmo e ci facciamo inseguire, diventiamo perdenti. Una volta spenta la luce siamo usciti mentalmente dalla partita, poi è difficile rientrarci.”

Qualche preoccupazione arriva anche dalla prestazione qualcuno degli azzurri, segnatamente Cinciarini, poco lucido nella gestione e in grande difficoltà sulle accelerazioni del playmaker avversario. Per lui però la giustificazione è d’obbligo, non si diventa papà tutti i giorni. Ma anche Datome è parso proprio fuori partita, stranamente impreciso ed esitante. Serata storta.

La Cronaca

Pianigiani sceglie Cinciarini, Gentile, Datome, Gallinari e Bargnani per lo starting five e nei primi minuti gli Azzurri mostrano la faccia giusta: un paio di minuti con qualche errore al tiro da una parte e dall’altra e poi il break di 5-0 firmato da Randle (7-6 Ucraina) accende l’Italia: il successivo parziale di 20-0 (26-7) realizzato a cavallo dei primi due parziali e ispirato da Gentile, Gallinari e Bargnani mette una seria ipoteca sulla gara.

La squadra di Simone Pianigiani trova punti ed energie da tutti gli effettivi chiamati in campo: l’ingresso di Belinelli (13 punti in 9’), dopo i 5 consecutivi di Cusin, completa la sinfonia Azzurra e ci permette di allungare fino al 39-15 con 4 minuti ancora da giocare nel secondo quarto. All’intervallo lungo si va sul 48-27, dopo la tripla di Cinciarini e la penetrazione vincente di Aradori. Tutti protagonisti, gli Azzurri (nove a referto in 18 minuti), di un primo tempo convincente.
Nel terzo quarto le due triple consecutive di Bargnani e Belinelli valgono il +24 (54-30) ma poi gli Azzurri subiscono il ritorno dell’Ucraina, che con Randle, Fesenko e Mishula torna a -2 (61-59) dopo 3’ del quarto periodo e poi completa la rimonta ancora con Randel a quota 63. In attacco il più puntuale è Bargnani (4 di fila), negli ultimi 4 minuti si entra sul 66-67 dopo il ventesimo punto di Randle. Il Mago ci riporta avanti con la tripla del +2 ma dall’altra parte risponde Zaytsev col canestro dall’arco del -3 (71-74). A 19 secondi dalla sirena Pustozvonov mette i liberi del nuovo +3 (73-76), Belinelli ci riporta a -1 e Randle fa 1/2 ai liberi a 11” (75-77). A fil di sirena il ferro nega allo stesso Belinelli il canestro della vittoria, finisce 75-77.

Il tabellino

Italia-Ucraina 75-77 (24-7; 48-27; 59-48)

Italia: Della Valle, Belinelli 21 (2/5, 4/7), Aradori 2 (1/6), Gentile 7 (2/6, 0/3), Poeta, Gallinari 9 (1/3, 2/5), Bargnani 22 (8/12, 2/5), Cusin 5 (2/4), Datome (0/5, 0/3), Cervi 1, Melli 5 (1/1, 1/2), Cinciarini 3 (0/1, 1/1), Hackett (0/1, 0/2), Polonara (0/1 da 3). All: Pianigiani

Ucraina: Pustozvonov 4 (0/2 da 3), Randle 23 (7/14, 1/3), Mishula 14 (1/2, 3/5), Lypovyy (0/2, 0/2), Lukashov ne, Korniyenko 6 (3/6, 0/1), Zaytsev 12 (3/5, 2/3), Pustovoy 2 (0/2), Fesenko 16 (6/7), Krutous (0/1), Sizov (0/1 da 3), Tymofeyenko. All: Murzin