Sceriffo o complice?

sheriff

Nessuno dei due, è solo una provocazione. Ma sono proprio questi i due estremi che delimitano il territorio nel quale ci stiamo muovendo.

Da una parte il coach ‘con il cinturone e la pistola’, quello che allena per mostrare la sua stella, la sua autorità. Rigido e poco aperto al dialogo, si fa così e basta, gestisce le crisi addossandone agli altri la responsabilità, non condivide e non spiega il perché. Autoritario, non autorevole.

Dall’altra invece l’allenatore che cerca il consenso, che non vuole scontentare nessuno e in qualche modo da ragione a tutti. Cerca un rapporto confidenziale con i suoi giocatori, quasi sullo stesso piano. Fatica ad affrontare direttamente la responsabilità, ha una leadership quindi poco riconosciuta.

In mezzo ci sta chi si assume la responsabilità, chi prende decisioni ed è pronto a convivere con le conseguenze delle scelte che fa, chi cerca di essere flessibile senza perdere la propria identità, è aperto al confronto sincero ma non si fa prendere per il culo.

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