Scegliere gli esercizi

Michigan basketball coach John Beilein talks to his team during Wednesday afternoon, August 4th's practice at UM's Crisler Arena.
Lon Horwedel | AnnArbor.comMichigan basketball coach John Beilein talks to his team during Wednesday afternoon, August 4th's practice at UM's Crisler Arena. Lon Horwedel | AnnArbor.com

Tratto dal nostro E-book Allenando si impara

Gli esercizi non servono a mostrare quanto sei bravo, o che splendido coreografo avresti potuto diventare. Si un po’ devono anche essere in grado di sorprendere, di stupire, di rendere l’allenamento meno noioso e ripetitivo, ma il loro scopo principale è quello di essere efficaci, di servire allo scopo. Meglio ti sarai chiarito lo scopo, quindi l’obiettivo, più facile sarà la scelta e l’utilizzo degli esercizi

Usiamo anche questa volta due principi generali che come abbiamo visto ormai fanno parte del nostro sistema di lavoro: partire dal gioco e… facile!

Per spiegare il tuo esercizio non deve volerci più di un minuto! Nessuno è venuto in palestra per farsi venire il mal di testa. Riproduci una situazione di gioco, più possibile reale, e graduane la difficoltà in modo da sostenere l’apprendimento.

Come si fa? Basta dare qualche vantaggio a chi sta sperimentando una cosa nuova, un movimento o un concetto che nella fase didattica deve1411_13_Womens_Basketball_Practice.ML.004_t670 essere ancora automatizzato. Nessuno nasce “imparato”, e i tempi per metabolizzare una cosa nuova non sono uguali per tutti. Non farti fregare dal nervosismo se i tuoi ragazzi ti guardano increduli o smarriti quando cerchi di far capire il compito che vuoi che eseguano: sulla carta è tutto diverso, ma è in campo che si gioca. Richiedi attenzione, ma non irrigidirti, se alzi troppo la pressione in questa fase, li trasformerai in robottini insicuri, e addio apprendimento.

Pazienza dunque, e clima positivo anche di fronte ai primi errori.

Se invece le cose vanno per il verso giusto, e capisci che puoi osare di più, allora puoi spingerti più avanti, avvicinandoti per gradi, come abbiamo fatto vedere nel nostro programma, alle situazioni più agonistiche.

Ridurre tempi, spazi, aumentare o diminuire il vantaggio rispetto alla difesa, limitare il numero dei palleggi oppure obbligare ad un numero minimo di passaggi, usare o togliere un appoggio, sono tutti strumenti che ti possono aiutare in questo senso.

E poi ricordati di quello che diceva Picasso: “Un buon artista copia, un grande artista ruba!”. Se hai l’occasione di vedere all’opera colleghi più esperti, o addirittura di lavorarci insieme, non aver timore di prendere da loro spunti per il tuo programma. Purché sia chiaro cosa ci vuoi fare, e non sia un semplice copia e incolla senza senso