Quando il basket non ha pazienza e nemmeno memoria

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Sassari esonera Meo Sacchetti, l’allenatore che l’ha portata al primo scudetto della sua storia, che l’ha portata in Eurolega, che l’ha guidata alla vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa. Qui non c’entra la difesa d’ufficio della categoria, di mezzo invece c’è perlomeno il buon senso. Se stravolgi una squadra da capo a piedi come puoi pensare di essere subito competitivo? O hai culo, e può sempre essere che il miracolo si verifichi per carità, oppure devi sapere che in questo nostro sport nulla succede per caso, poco si aggiusta spontaneamente. E’ il lavoro in allenamento, la conoscenza reciproca e anche la reazione a momenti difficili che crea una squadra. Sudare, condividere, scontrarsi anche. E spesso non basta neppure, perché deve scattare quella scintilla magica, quella chimica tra esseri umani che permette si fidarsi, di collaborare sul serio, di superare i propri compiti per metterci dentro di più, l’emozione, se stessi.

Tutto questo però non conta nemmeno per una dirigenza illuminata come quella sarda, super nel coagulare tutta una terra intorno alla sua squadra. Peccato aver perso un’occasione così importante per segnare una differenza con chi cerca in ogni occasione il solito, abusato capro espiatorio, il coach. Ed in questo caso anche un allenatore così bravo.

Succede quando vinci, che ti scordi chi sei e da dove sei venuto, e anche chi ti ci ha portato. Ti ci hanno portato gli investimenti, certo, ma anche una continuità tecnica di 7 anni, che ora si interrompe in questo modo.

Anche a Milano vogliono cambiare, ancora. Come se cambiare strada a ogni alito di vento non fosse stato proprio il problema di quella società. Certo, gli sponsor, l’ambiente, tutto vero. Ma è proprio lì che una società, una organizzazione è forte, è seria.  Se vuoi governare non puoi inseguire il consenso e basta, devi fare quello che è giusto e resistere alla critiche di chi ancora crede che la pallacanestro sia matematica e non ci siano invece dentro gli uomini, con i loro difetti, le loro difficoltà e la loro capacità di superarle, anche, se gliene dai il tempo e la possibilità.

Complimenti grande Meo, arrivederci alla prossima avventura.