Ce l’hai un assistente?

Messina-Popovich

Non importa che sia già un esperto o un allenatore navigato. Se riesci a farti aiutare da qualcuno, è sicuramente meglio che fare da solo. Basta che abbia buona e sincera volontà di darti una mano. Come? Hai letto che Popovic cerca proprio assistenti che lo contraddicano? Non vorremmo deluderti, ma non siamo ancora arrivati a quel livello, dove il coach ha bisogno proprio di una visione diversa dalla sua, per poter avere un piano B oppure verificare e confermare le proprie convinzioni.

Qui ci vuole invece qualcuno che ti aiuti, che ti assista appunto. E che sappia in che modo poterlo fare. Proviamo a vedere:

  • repesaintanto è un organizzatore, deve verificare sempre che tutti abbiano capito orari e comunicazioni, e che avvertano per tempo in caso di impedimenti ed assenze, in modo che si possano fare, quando possibile, le opportune sostituzioni. Poi si accerta che tutto sia pronto per il via, palestra, palloni luci, attrezzi, lavagnetta, pennarello. Insomma, sembra banale, ma se tutto è a posto, si evitano perdite di tempo e si dà l’idea di essere organizzati ed efficienti.
  • Può aiutarti a preparare terzetti, quartetti e quintetti, magari adoperandosi perché i ragazzi abbiano (o abbiano a disposizione) magliette con colori diversi in modo che siano distinguibili.
    Poi, sempre come organizzatore, è il responsabile dei punteggi: di tutto, dalle gare di tiro al cinque contro cinque. Lui sa sempre il punteggio o verifica (meglio) che i ragazzi sappiano quanto stanno, come in partita, e si possano regolare giocando in modo intelligente.
  • Non basta, anche senza particolari competenze può sostenere il ritmo dell’allenamento: transizioni dall’attacco alla difesa e viceversa, passaggi da un esercizio all’altro, rientri in fila, insomma, è un facilitatore dell’allenamento.
  • E può anche collaborare all’attenzione, soprattutto quando spieghi e non puoi guardare direttamente i tuoi giocatori negli occhi: lo deve fare lui, evitare che parlino tra loro e siano attenti a quello che dici.

Già un bel po’ di cose, compiti che devi avergli assegnato prima ottenendo la sua disponibilità. Usalo poi ogni volta che puoi come appoggio: anche la sua attenzione deve essere costantemente stimolata, e non c’è niente di meglio, oltre all’utilità di usare un appoggio in determinate situazioni, che essere direttamente in campo con la palla per svegliarsi ed essere attivi.
Quindi ricapitolando: organizza, sostiene ritmo e attenzione, può fare l’appoggio. Ed ha comunque altri due occhi. Se potrà fare di più, lo capirai da solo, non preoccuparti, se è coinvolto sarà una cosa del tutto naturale, e vi ritroverete a parlare dei problemi riscontrati e a confrontare i vostri punti di vista molto prima di quanto immagini. Ma se invece fa il palo, o sta appoggiato semi-addormentato ai supporti dei canestri, lo perderai presto, dipende da te, oltre che dalle sue motivazioni ovviamente.
Comunque, per tornare al punto, se lavori su due metà campo, e il tuo assistente non è ancora pronto per gestire autonomamente quello spazio, devi scambiarti frequentemente posizione con lui, e dare sempre un occhio anche dall’altra parte. Ancora una volta la tua posizione in campo assume un grande valore.

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Tratto da

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